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I razionalisti e la sostanza
Cartesio | Spinoza | Leibniz | |
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Definizione | In senso stretto la sostanza è causa di se stessa e non ha bisogno che di se stessa per esistere. In senso lato essa è ciò che per esistere non ha bisogno di altro se non di Dio. | Sostanza è ciò che per esistere e per essere pensata non ha bisogno di null’altro che di se stessa. | La sostanza è il soggetto a cui possono essere attribuiti tutti e solo i predicati che ne definiscono il concetto completo. Essa è dunque sostanza individuale o monade. |
Numero | In senso assoluto la sostanza è una e si identifica con Dio. In senso relativo le sostanze sono due: res cogitans e res extensa. | È una e si identifica con Dio. | Nell’universo vi sono infinite sostanze individuali. |
Caratteristiche | Il pensiero e l’estensione sono gli attributi peculiari delle due sostanze. Quella pensante è libera, indivisibile e priva di estensione; mentre quella estesa è determinata, divisibile e spaziale. Pur non essendo autofondanti, res cogitans e res extensa permettono l’esistenza di tutte le realtà materiali e spirituali. | È increata, eterna, infinita e unica. Le qualità fondamentali della sostanza sono chiamate attributi e sono infiniti come infinita è la sostanza. Le manifestazioni degli attributi, ossia i corpi e le idee, rappresentano invece i modi, anch’essi infiniti, della sostanza. | Alla sostanza si possono attribuire infiniti predicati senza che essa possa mai fungere da predicato di un altro soggetto. La sostanza individuale, per sua propria natura, possiede già in sé stessa le tracce o i segni di ciò che le è capitato, di ciò che le capiterà ma anche di ciò che si verificherà nell’universo poiché ogni monade è specchio vivente dell’universo. |
Rapporti tra sostanze | L’anima è connessa al corpo solo grazie alla ghiandola pineale che, essendo l’unica parte del cervello non doppia, costituisce il centro di unificazione delle due sostanze distinte. | La realtà e Dio sono una sola cosa e la loro unione costituisce quell’unica realtà che è la natura. | Le monadi non influiscono causalmente le une sulle altre, non hanno interazioni reciproche. Tra di esse sussiste un’armonia prestabilita da Dio che fa sì che i mutamenti che avvengono in esse siano da sempre in perfetto accordo tra loro. |