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I limiti della conoscenza da Kant a Hegel

La netta distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno è il presupposto delle difficoltà che sorgono nel campo della conoscenza. I filosofi successivi hanno cercato di superare tali difficoltà; tuttavia, le strade che seguirono furono differenti: Fichte affermò la possibilità di superare i limiti posti da Kant, mentre Schelling portò avanti l'idealismo fino a un’identificazione dello spirito e della natura. Lo stesso fece Hegel ripensando la totalità in termini di sviluppo.

KANT FICHTE SCHELLING HEGEL
Per Kant la conoscenza umana, come un’isola, che si può estendere ma non superare. La sua estensione arriva ai fenomeni ma non ai noumeni. Kant: non possiamo appropriarci della totalità che ci circonda. Per Fichte il principio di tutta la realtà è l’Io, che si auto- determina. L’Io è un principio dinamico. La realtà si configura come un atto infinito di produzione dell’Io stesso. Il principio primo di Schelling è l’Assoluto, che è inconoscibile nella misura in cui non si lascia oggettivare. Spirito e natura sono due aspetti di un’unica realtà. La conoscenza parte dall’opposizione tra sé e il mondo e giunge a riconoscere in sé lo spirito assoluto. La verità è possibile solo superando il punto di vista della coscienza individuale.