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Opere fondamentali classe IV
La Scienza della logica
da Jena a Berlino: il sistema della scienza filosofica
Quale spazio occupa la fenomenologia nel sistema definitivo di Hegel?
La Fenomenologia dello Spirito è servita a fondare il sapere scientifico, e come tale funge da introduzione al sistema filosofico. D'altra parte essa è un'opera a sé, difficilmente integrabile nel sistema; e Hegel vi attinse molti spunti per le sue opere successive. Nella sua forma definitiva, raggiunta solo a Heidelberg nell'Enciclopedia delle scienze filosofiche, il sistema di Hegel è tripartito: logica, filosofia della natura, filosofia dello Spirito. La fenomenologia dello Spirito vi compare solo come una sezione della filosofia dello Spirito.
i caratteri della logica hegeliana
Quale concezione della logica propone Hegel?
La logica è quel campo del sapere che ha come oggetto le leggi universali e necessarie del pensiero. Per Hegel realtà e razionalità sono due aspetti di una stessa unità sostanziale, lo Spirito; pertanto le categorie della metafisica tradizionale non sono altro che forme fondamentali del pensiero; la logica coincide con la metafisica.
Sia il razionalismo che l'empirismo hanno presupposto l'esistenza di una realtà precedente al pensiero, ma tale presupposto è infondato perché l'unico punto di partenza ammissibile è l'unità originaria di pensiero ed essere.
La logica è il processo attraverso cui il pensiero espone se stesso, non è un sapere puramente formale, ma ha un contenuto: essa descrive la struttura razionale della realtà. Tale descrizione non può presupporre nulla e inoltre deve avvenire in maniera immanente al pensiero.
Perché ogni concetto è il superamento e al tempo stesso la conservazione dei concetti precedenti?
Ogni concetto è formato da tre lati: il lato astratto o intellettuale (tesi), quello dialettico o negativo-razionale (antitesi), infine quello speculativo o positivo-razionale (sintesi). Il sapere proprio dell'intelletto, caratterizzato dall'astrazione, è si fondamentale, ma se vien fatto valere in maniera unilaterale comporta una distorsione della nostra immagine del mondo. Ogni determinazione dell'intelletto, nella sua unilateralità e astrattezza, implica una contraddizione che si oppone dialetticamente portando alla sintesi del concetto da parte della ragione.
Ogni concetto descrive la totalità della realtà, l'Assoluto, secondo gradi crescenti di complessità. A ogni tappa l'intelletto propone una categoria come mezzo per descrivere la realtà, ciò genera una contraddizione che è superata da una nuova determinazione logica. Ciascun concetto rappresenta dunque il superamento e al tempo stesso la conservazione (Aufhebung) dei concetti precedenti.
la Scienza della logica
Com'è suddivisa la Scienza della logica?
La Scienza della logica è suddivisa in tre parti: I. Dottrina dell'essere; II. Dottrina dell'essenza; III. Dottrina del concetto. Le prime due parti formano la «logica oggettiva» mentre la terza è detta anche «logica soggettiva».
Com'è articolata la logica dell'essere?
Il punto di partenza della logica è l'essere, che costituisce il contenuto di pensiero più immediato e autoevidente. Quindi in un primo momento la verità viene posta nel puro essere indeterminato. Tale indeterminatezza trasforma l'essere nel suo opposto: il niente. Il passaggio dall'essere al niente e viceversa si racchiude nel concetto di divenire che conduce all'essere determinato. La logica dell'essere si suddivide in tre parti.
1. L'essere considerato come qualità: attributo proprio dell'essere determinato, caratterizzato dalla finitezza che è compresente di essere-in-sé ed essere-altro. Ciò conduce all'essere per-sé che è l'articolazione in entità individuali.
2. L'essere considerato come quantità: ha come fondamento l'unità; dapprima è quantità pura, poi si scompone in quantità numerabili, infine scopre il rapporto quantitativo tra grandezze.
3. L'essere considerato come misura: è sintesi di qualità e quantità che conduce all'indifferenza assoluta.
Che cos'è l'essenza? Come si sviluppa?
L'essenza è la verità pensata come nucleo razionale o fondamento contrapposto a ciò che appare, ai fenomeni mutevoli e contingenti. L'essenza deve esprimere il senso della realtà ma per farlo ha bisogno delle sue manifestazioni particolari, che diventano al tempo stesso necessarie e contingenti. La logica dell'essenza si articola in:
1. riflessione, che considera in astratto l'essenza delle cose;
2. apparenza, che considera i fenomeni del mondo dell'esperienza alla luce della distinzione tra apparenza ed essenza;
3. realtà effettiva, che è sintesi di riflessione e apparenza.
Che cos'è il concetto? Come si sviluppa?
Il concetto è la verità pensata come soggetto attivo, come il divenire razionale della realtà. Esso è il risultato dell'unione di universale e particolare negli enti individuali. La dottrina del concetto si compone di:
1. concetto soggettivo, che è l'insieme di leggi che regolano ogni atto di pensiero (concetto - giudizio - sillogismo);
2. concetto oggettivo, che è l'insieme delle categorie che strutturano la realtà del mondo naturale (meccanismo - chimismo - teleologia);
3. Idea, che è il concetto che si realizza in forme concrete e si costituisce come sintesi di soggettività e oggettività. Di essa fanno parte la vita, l'idea del conoscere e l'idea assoluta.
La filosofia della natura
Come viene definita la natura?
La filosofia della natura forma la seconda parte del sistema di Hegel. La natura viene definita come «l'Idea nella forma dell'essere-altro», cioè l'Idea che si è resa estranea a se stessa. Nella natura non c'è spazio per la libertà, poiché qui lo Spirito è come "imprigionato" nelle forme naturali. Il significato della filosofia della natura è mostrare come anche nel mondo naturale operi una dialettica, il cui esito ultimo è condurre l'Idea a trovare una via per tornare a sé.
Com'è articolata la filosofia della natura?
La filosofia della natura è suddivisa in meccanica (che studia la natura come pura materia in movimento), fisica (rivolta alle proprietà della materia) e fisica organica (dedita allo studio delle forme naturali organiche, dalle più semplici a quelle più complesse, cioè alla vita animale).
Lo spirito soggettivo
Che cos'è lo Spirito?
La filosofia dello Spirito è la terza e ultima parte del sistema di Hegel. Lo Spirito è la capacità di rappresentare la realtà, di pensare e avere coscienza; sua essenza è la libertà come capacità di astrazione dai condizionamenti della natura, ma solo al termine del processo dialettico che lo contraddistingue esso giunge alla consapevolezza piena della propria libertà.
Nello Spirito la razionalità, che nella logica era ancora astratta, diventa concreta, in quanto si "incarna" in forme reali, tangibili. Tali forme sono dapprima legate alla particolare conformazione naturale dell'essere umano (Spirito soggettivo), quindi alla libera attività dell'uomo stesso (Spirito oggettivo), infine ai modi in cui l'uomo esprime e conosce la verità (Spirito assoluto).
Che cos'è lo Spirito soggettivo? Com'è articolato?
Lo Spirito soggettivo è lo Spirito inteso come insieme di facoltà vitali e mentali proprie di individui in carne e ossa. In particolare esso si presenta come:
1. antropologia, nella misura in cui si presenta anzitutto come anima, cioè come un insieme di funzioni vitali. Essa si suddivide in anima naturale, anima senziente e anima reale;
2. fenomenologia dello Spirito, laddove lo Spirito si presenta come coscienza, cioè pensiero puro. Essa si suddivide in coscienza, autocoscienza e ragione. Quest'ultima costituisce l'identità tra lato oggettivo e soggettivo del pensiero;
3. psicologia, quando si presenta come Spirito, inteso come una certa dotazione di facoltà mentali, più precisamente come facoltà del conoscere (Spirito teoretico) e come volontà (Spirito pratico).
Il punto estremo della filosofia dello Spirito soggettivo è la scoperta dell'essenziale libertà del volere (Spirito libero). Tale scoperta permette il passaggio allo Spirito oggettivo.
Lo spirito oggettivo
Che cos'è lo Spirito oggettivo? Qual è il suo compito?
Il punto di partenza dello Spirito oggettivo è il concetto di libertà, cioè l'indipendenza e l'autonomia della ragione, che Hegel distingue nettamente dal libero arbitrio.
Compito dello Spirito oggettivo è seguire la realizzazione del concetto di libertà, cioè il suo specificarsi in figure concrete. Tale realizzazione è opera dell'uomo, e ciò differenzia il mondo spirituale da quello naturale.
Il concetto di diritto viene a significare, per Hegel, ogni manifestazione concreta della libertà.
Il concetto di libertà (o volontà libera) si realizza attraverso tre grandi passaggi: il diritto astratto, la moralità (o morale individuale) e l'eticità (o morale concreta e collettiva).
Che cos'è il diritto astratto? Attraverso quale triade si sviluppa?
Nel diritto astratto la volontà libera si presenta come «persona» ossia come soggetto consapevole di essere libero da condizionamenti esterni e interni. Esso contiene le tre forme più generali di realizzazione della libertà:
1. la proprietà, con cui la volontà si impadronisce del mondo naturale;
2. il contratto, che riguarda lo scambio di beni o di prestazioni lavorative;
3. l'illecito, che interviene quando la volontà particolare della persona viola la volontà universale. Nel caso della forma più grave di illecito, il delitto, la volontà universale riafferma il proprio diritto, di contro al singolo criminale, attraverso la pena, che dev'essere equivalente al danno inflitto.
Che cosa presuppone la moralità? Qual è il suo difetto fondamentale?
La moralità interviene quando il singolo sa di poter agire in modi diversi; essa presuppone la sua libera scelta. La persona cede quindi il passo al soggetto morale. La moralità si articola in tre momenti:
1. il proponimento e la responsabilità;
2. l'intenzione e il benessere;
3. il bene e la coscienza morale.
L'ultimo punto contiene una critica alla concezione morale di Kant che, secondo Hegel, non è in grado di fornire un orientamento nelle scelte morali. In generale il difetto della moralità è che la prospettiva individuale e l'idea del bene qui sono destinate a restare separate.
Che cos'è l'eticità?
L'eticità è la moralità fattasi oggettiva, non più confinata ai propositi e alle massime di ciascun individuo. Essa è la sintesi dei due momenti precedenti e comprende l'insieme dei valori condivisi e delle abitudini che caratterizzano una collettività umana, trovando espressione nell'idea di "buona educazione".
Attraverso quale triade si sviluppa?
L'eticità assume tre forme:
1. la famiglia, che è la forma naturale dell'eticità e si sviluppa attraverso il matrimonio, il patrimonio e l'educazione dei figli;
2. la società civile, in cui i legami etici naturali cedono il passo al gioco degli interessi privati. Essa si fonda sul sistema dei bisogni, che mette in luce i diritti delle persone, e si sviluppa attraverso l'amministrazione della giustizia e garantisce sicurezza e soluzione al pauperismo attraverso la polizia e le corporazioni;
3. lo Stato, in cui al di sopra degli interessi privati si afferma l'interesse generale e la comunità acquista coscienza di sé e dei propri fini comuni. Affinché sia possibile l'integrazione dei singoli nella comunità statale vi dev'essere condivisione di lingua, usanze e tradizioni; lo Stato autentico è dunque lo Stato nazionale.
Quale concezione dello Stato propone Hegel?
Hegel dedica particolare cura nel delineare i poteri fondamentali dello Stato: contro la tripartizione propria delle teorie liberali, egli propone di distinguere il potere del principe (il re), il potere esecutivo e quello legislativo. Hegel è contrario all'elezione diretta dei rappresentanti da parte del popolo e fonda una teoria dello Stato di carattere meritocratico e organicista.
Quale concezione dello Stato propone Hegel?
Il limite del concetto di Stato è dato dalla sua individualità, che lo pone immediatamente a contatto, e in potenziale conflitto, con altre realtà statali. La guerra è l'eventualità estrema dell'antagonismo potenziale tra Stati; per Hegel i progetti illuminati miranti alla pace perpetua sono meri ideali astratti.
Il destino degli Stati è legato alla storia universale, o storia del mondo.
Qual è il senso della storia?
La rivalità tra gli Stati è il motore del progresso storico, che per Hegel coincide con la graduale presa di coscienza, da parte dello Spirito (cioè dell'uomo), della sua essenziale libertà. La storia ha senso non come mera successione di avvenimenti, ma solo come realizzazione progressiva della libertà; a tal fine sono necessari gli Stati, ma anche le passioni degli uomini, in particolare degli «individui storico-universali»: figure eccezionali che guidano i popoli verso il cambiamento.
Attraverso quali epoche si è sviluppata la storia?
Hegel suddivide la storia del mondo in quattro grandi epoche, ciascuna caratterizzata da una forma particolare di realizzazione della libertà:
1. Regno orientale, in cui lo Spirito è affermato come forza naturale e solo un individuo (il re) è libero;
2. Regno greco, in cui si ha la perfetta, ma fragile armonia tra Spirito e natura, tra individuo e comunità;
3. Regno romano, che porta alle estreme conseguenze la tensione tra libertà del singolo e della comunità giungendo al predominio della volontà di un singolo: l'imperatore;
4. Regno cristiano-germanico, che scopre la dimensione interiore dell'uomo.
Quale idea caratterizza il mondo moderno?
Il mondo moderno è sorto col cristianesimo, che per primo ha affermato il valore della libertà individuale e la dignità assoluta dell'individuo; in seguito tale principio è stato perfezionato dalla Riforma luterana. Con la rivoluzione francese si è imposta l'idea che anche lo Stato debba fondarsi sulla base di principi razionali, ma tale idea non ha ancora trovato soddisfacente realizzazione.
Perché la storia, secondo Hegel, è finita?
Hegel sostiene la tesi della fine della storia intendendo con ciò il fatto che lo Spirito è ormai giunto a conoscere se stesso come verità assoluta e principio della libertà e la storia non potrà più produrre mutamenti rispetto a tale concetto.
Lo spirito assoluto: arte, religione, filosofia
Che cos'è lo Spirito assoluto?
Lo Spirito assoluto è lo Spirito consapevole di essere la fonte di ogni verità, e al tempo stesso svincolato dai limiti e dalle opposizioni che ancora gravavano sia sullo Spirito soggettivo che sullo Spirito oggettivo. Lo Spirito assoluto è lo Spirito libero creatore della storia, che partendo dal mondo storico passa a considerare se stesso nella propria forma pura. Tale considerazione avviene in tre modi, ciascuno corrispondente a una delle maggiori forme di vita spirituale: arte, religione e filosofia.
In che modo l'arte esprime lo Spirito assoluto?
L'arte esprime la verità dello Spirito assoluto attraverso l'intuizione sensibile del bello; storicamente si presenta in tre forme:
1. arte simbolica, propria del mondo arcaico e delle più antiche civiltà, corrisponde a uno stadio in cui lo spirito umano avverte la presenza del soprannaturale che esprime attraverso simboli;
2. arte classica, peculiare del mondo greco, in cui si raggiunge l'unità di forma e contenuto e le sculture e i templi diventano espressioni di idee universali;
3. arte romantica che, nelle raffigurazioni di Cristo, esprime la tensione spirituale verso l'eterno attraverso la completa identità tra il divino e l'umano da un lato e la loro opposizione dall'altro.
L'età moderna non risulta avere una propria peculiare forma d'arte perché essa non è più l'organo privilegiato per la conoscenza della verità.
Quale tipo di espressione dello Spirito assoluto caratterizza la religione?
La religione esprime la verità dello Spirito assoluto nella forma della rappresentazione accessibile a tutti. Hegel distingue:
• il concetto di religione, cioè il nucleo concettuale della religione in cui Dio è inteso come Spirito e sostanza assoluta. La religione presuppone il rapporto tra Dio e l'uomo che nasce dal sapere immediato, si sviluppa attraverso la fede che è insieme rappresentazione e sentimento;
• la religione determinata, cioè le forme concrete di religione che precedono il cristianesimo: la religione immediata, la religione della bellezza, tipica del mondo greco classico, quella del sublime, propria del mondo ebraico, e la religione della finalità, propria del mondo romano;
• la religione rivelata, cioè il cristianesimo, che esprime la realtà dello Spirito assoluto attraverso le forme della Trinità (universale), della creazione (particolare) e di Cristo (individuale).
Che cos'è la filosofia?
La filosofia, infine, è la conoscenza razionale, per concetti, che lo Spirito assoluto ha di se stesso. Tale conoscenza si compie riconsiderando partitamente la storia della filosofia, che non va intesa come una successione di opinioni che si smentiscono l'un l'altra, ma come progressivo disvelamento dialettico della verità.
Attraverso quali periodi si è sviluppata la storia della filosofia?
Hegel distingue tre grandi periodi della filosofia:
• quella antica che non riesce a cogliere la nozione di Spirito;
• quella medievale, subordinata alla teologia e alla fede;
• quella moderna, sorta con Cartesio, in cui lo Spirito riafferma la propria libertà e il baricentro della filosofia viene spostato dall'essere al pensiero.
Tale sviluppo del concetto di Spirito giunge a compimento nella filosofia hegeliana, che determina e comprende l'Idea in sé.